Accademia Internazionale Calcio

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20

Lug

GABRIELE GAMBAZZA, E' FATTA CON IL PIACENZA!

Gabriele non ha bisogno di presentazioni, tredici anni di Accademia parlano per lui, e il suo futuro al Piacenza siamo sicuri sarà pieno di soddisfazioni. Gli abbiamo chiesto cosa sta provando in questo momento così particolare, e del suo prossimo approdo a Piacenza.

 

Ciao Gabriele, raccontaci è il tuo bagaglio di esperienza che ti porti da Accademia?

In questi tredici anni di Accademia ho potuto crescere sia dal punto di vista tecnico-tattico che dal punto di vista umano. Ho avuto l’occasione di essere allenato da molti mister, i quali hanno saputo valorizzare le mie qualità, riuscendo al tempo stesso ad aiutarmi a migliorare la mia tecnica ed a minimizzare i miei difetti. Fondamentali sono stati gli anni passati da “Allievi B” ed “Allievi A” in cui ho passato stagioni da protagonista che mi hanno permesso di diventare un giocatore completo. Inoltre sono potuto crescere molto dal livello umano, ho potuto forgiare il mio carattere e ciò mi ha permesso di poter far fronte alle difficoltà ed ai momenti “no”. Questa società ha rappresentato la mia seconda casa e non potrò mai dimenticarla per tutti i momenti che ho passato, tanto che verrò comunque a trovare il Presidente, il direttore sportivo e tutto lo staff appena potrò.

 

Ti senti responsabilizzato ad indossare una maglia così prestigiosa come quella del Piacenza?

Aver potuto indossare la maglia dell’Accademia ha per me rappresentato un onore ed un privilegio, motivi che mi hanno portato a non dare conto alla fatica ogni qual volta fossi chiamato in causa. Posso anche ritenermi orgoglioso di aver potuto indossare la fascia da capitano, fatto che ha influito parecchio a far aumentare ulteriormente le mie responsabilità nei confronti della squadra.

 

Qual è il ricordo più bello in Accademia?

Beh, sarebbe troppo semplice citare la vittoria dei tre titoli regionali, momenti in cui ho provato comunque una gioia ed una felicità smisurate, quindi se dovessi parlare del ricordo più bello, non posso non parlare del mio primo giorno in Accademia. Ero un bambino che all’età di quattro anni metteva piede per la sua prima volta in una società calcistica e questa società era l’Accademia, una delle società più conosciute nel panorama calcistico lombardo. Provavo un insieme di sentimenti, una gioia incredibile, fuori dal comune, ma al tempo stesso agitazione e paura di non esser all’altezza.

 

Qual è la forza di una società come Accademia e quanto secondo te ti ha aiutato ad arrivare fin qui?

Come detto in precedenza, la forza di questa società è l’esser nota a tutti in regione, notorietà dovuta al suo importante palmares, al torneo da lei organizzato, il Milano Football Festival, senza dimenticare che è uno dei centri di formazione Inter.

 

Il giocatore a cui ti ispiri?

Il giocatore a cui mi ispiro è Roberto Carlos.