Accademia Internazionale Calcio

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12

Mag

INTERvista a... Marco Luviè

Ciao Marco, parlaci di te e della tua esperienza prima di approdare in Accademia.

Io arrivo dall'oratorio del mio paese, è stata sicuramente una bella esperienza dove arrivano ragazzi di ogni genere: chi ha voglia di giocare, chi viene perché ha l'amico che gioca ma del calcio gli interessa poco, dove ci sono quelli che hanno delle discrete qualità e chi meno, quindi il gruppo non è omogeneo. Si è messi a dura prova nel cercare proposte che vadano bene per tutti e cercare di non far sentire ai più bravini di essere dei fenomeni e ai meno dotati di sentirsi inferiori.

Poi arriva l’Accademia, centro di formazione Inter, con le linee guida fornite dalla casa madre.

Le linee guida vengono date soprattutto all'inizio della stagione e vengono “rinfrescate” durante l'anno tramite corsi di F.C Internazionale e corsi interni, quindi si rimane sempre aggiornati. Oltretutto abbiamo la fortuna di vedere gli allenamenti dei Pulcini di F.c Internazionale in Accademia, e questa è un'ulteriore risorsa da sfruttare.

In questo contesto come strutturi un tuo allenamento?

La mia metodologia si basa soprattutto sull'intensità della seduta, ridurre al minimo i tempi morti che ci sono in un allenamento: cambio di esercizio, spiegazione di un esercizio. Chi finisce un esercizio, ad esempio un tiro in porta, recupera la palla e torna di corsa al posto. Strutturo l'allenamento mettendo sempre un 1vs0, 1vs1 e 2vs1 in progressione, inserendo dentro una componente di dominio palla (es. una conduzione con finte, una trasmissione, ecc..) e/o una trasmissione palla. Infine svolgiamo lavori sui vari gesti tecnici, finte, cambi di senso e cambi di direzione sia analitici che situazionali, per i lavori analitici uso principalmente le forme geometriche.

Quali sono gli obiettivi che ti poni con la categoria?

Principalmente si lavora sull’1vs1 e per quanto riguarda la mia categoria (primo anno a 7) si inizia a collaborare con il compagno, quindi lavori di 2vs1. E’ bene interiorizzare concetti come l’occupazione dello spazio di gioco in campo, far capire al ragazzo concetti come ampiezza e profondità. Sono fondamentali poi i lavori di trasmissione e ricezione palla, saper orientare il corpo nella direzione giusta e una trasmissione forte e precisa. Lavoriamo poi sul calcio in porta, aumentando sempre la forza e la qualità del tiro. Si allena inoltre il dominio palla, sia analitico che in situazione di gioco per stimolare il ragazzo al miglioramento tecnico e la sua fantasia in campo.

E sulla gestione del gruppo quali sono i tuoi dettami?

Credo che la cosa migliore sia essere se stessi e non cercare di apparire diversamente da quel che si è, perché i ragazzi se ne accorgono immediatamente. Cerco di dare poche regole al gruppo ma quelle regole devono essere rispettate assolutamente. Essere corretti nei confronti di ogni ragazzo, odio le preferenze, ognuno si deve meritare ciò che merita.

Torniamo a te, come ti trovi in Accademia a svolgere il ruolo di istruttore?

Devo dire che è stato un crescendo, sono arrivato qui 3 anni fa e mi sento arricchito rapportandomi con molti istruttori, parlando di allenamenti, delle varie proposte in campo oppure una semplice chiacchierata andando fuori a mangiare tutti insieme. Siamo un mix di ragazzi giovani e adulti quindi ci sono diversi punti di vista e questo non può che farci bene; ad esempio alle partite, ognuno finita la sua si ferma a guardare quella di un altro istruttore dove al termine delle quali si può interagire e confrontarsi ognuno con le sue idee.

Prima di salutarci, raccontaci un episodio che ricordi con piacere.

Difficile dire di un solo evento, perché stando con i ragazzi di momenti belli ce ne sono stati molti e avendo avuto 3 annate diverse qui in Accademia. Ricordare un solo evento/partita mi sembrerebbe di fare un torto a qualcuno di loro. Direi i vari tornei di più giorni fuori regione come il torneo a Firenze nel periodo dell'Epifania, Bologna durante il mio primo anno in Accademia, perché sono esperienze dove si sta a contatto con i ragazzi tutto il giorno e sono momenti che arricchiscono la nostra competenza. Senza dimenticare i confronti con squadre professionistiche come Inter e Milan o le trasferte a Torino con Juventus e Toro, Verona col Chievo Verona, sono tutti stimoli che possono solo far migliorare.