Accademia Internazionale Calcio

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07

Apr

INTERvista a... Matteo Grappoli

Ciao Matteo, parlaci un po’ di te e della tua esperienza prima di Accademia Inter.

 

La mia esperienza come istruttore inizia nel 2010 presso la societá Villapizzone, che fin da subito si è occupata della mia formazione ed istruzione, facendomi sostenere il patentino “allenatore di base” e proponendo vari corsi d’aggiornamento. Contemporaneamente ho collaborato presso l’Arsenal Soccer School di Milano per due anni, una filiale della scuola calcio presente a Londra. In queste esperienze ho capito che la collaborazione con gli altri istruttori ed apprendere ogni giorno qualcosa di nuovo, mi fanno apprezzare sempre di più questo mondo con tanta voglia di andare avanti.

 

Arrivando ad allenare in Accademia gli Esordienti 2005, quali sono i tuoi obiettivi per la categoria?

La categoria Esordienti rappresenta all’interno dell’organigramma societario l’apice di una piramide definita “attività di base”, considerata una tappa fondamentale per i ragazzi che, raggiunto un certo grado di maturità mentale (superato l’egocentrismo caratteristico nei primi anni di Pulcini) si preparano a collaborare con i compagni di squadra. È un periodo nella crescita molto particolare, il parallelismo tra cambiamenti a scuola (da elementare a media) e cambiamenti nell’attività sportiva (impegni maggiori in settimana e soprattutto nel weekend) possono influenzare la motivazione, l’entusiasmo e l’applicazione in entrambi i contesti. Per questo è molto importante rendere piacevoli le sedute di allenamento, proponendo sempre qualcosa di nuovo, divertente e soprattutto creativo.

 

 

Un fattore che sicuramente anche FC Internazionale condivide. Riallacciandosi a questo quanto viene seguita la linea guida degli istruttori nerazzurri?

Essendo un centro di formazione di F.C Internazionale, partecipiamo a diversi incontri formativi che dettano alcune linee guida per la programmazione e la gestione delle differenti categorie. Di fondamentale importanza il confronto diretto e continuo con i loro istruttori e responsabili che sono presenti quotidianamente in Accademia.

 

Questione allenamenti. Quali sono le metodologie che metti in atto con i tuoi ragazzi?

La programmazione degli allenamenti rappresenta l’itinerario che conduce alla realizzazione di determinati obiettivi che, ancora a quest’età, devono essere orientati sul gioco. Concentrandosi su attività che dovranno tendere si all’assimilazione di certi concetti tecnici e tattici, che porteranno i ragazzi ad arricchire il proprio bagaglio, ma senza accentuare richieste ed aspettative di performance. Ogni esercitazione proposta inizia sempre con una richiesta molto semplice da eseguire, per terminare la progressione con richieste molto più complicate che obbligano il ragazzo a ragionare e risolvere situazioni complesse nel minor tempo possibile. Tendenzialmente la struttura della seduta prevede un momento di attivazione di 10 minuti, una parte tecnico-analitica di 15-20 minuti, una parte situazionale  che varia ogni settimana in base agli obbiettivi prefissati (richieste in fase di possesso e non possesso da gestire in diverse situazioni di superiorità/inferiorità numerica) ed infine un momento partita che rispecchi il lavoro fatto in precedenza.

 

Gestione del campo fondamentale, come quella dello spogliatoio d'altronde, come ti ci approcci con una fascia d’età delicata come quella che segui? 

La prima regola per la gestione di un gruppo è creare un rapporto diretto con i ragazzi, parlare dei loro problemi sia calcistici che non, di ciò che li rende felici o meno, conoscerli a 360 gradi. È di primaria importanza far sentire tutti i ragazzi parte di un progetto societario ben chiaro, volto sia alla loro crescita individuale, ma anche come collettivo. A inizio anno fisso delle regole base, uguali per tutti ( sperando di non doverle mai usare) per cercare di responsabilizzarli  il più possibile, dalla semplice composizione della borsa per allenamento - partita, fino ad avvisare di eventuali assenze / ritardi, con particolare attenzione agli atteggiamenti inadeguati  dentro e fuori dal campo.

 

Ma veniamo a te. Come ti trovi in Accademia Inter?

In Accademia ci sono numerosi istruttori, chi più giovane e chi meno, tutti con tanta voglia di apprendere cose nuove per migliorarsi. Nelle categorie Pulcini ed a Esordienti i giorni di allenamento non collimano, consentendo così nei giorni di pausa della categoria di appartenenza, la possibilità di osservare dall’esterno le varie proposte nella seduta di allenamento delle altre squadre. Questo permette una sorta di analisi, spesso informale proprio per creare quella amalgama, confidenza e serenità, che in un ambiente come quello dell’Accademia deve essere presente. Importante inoltre è il confronto con i mister ed i preparatori portieri/atletici del Settore Agonistico, persone molto preparate che mettono a disposizione il loro sapere e la loro esperienza tutti i giorni.

 

Ed infine, in questo primo biennio di Accademia Inter, cosa ti è rimasto più impresso?

 In questi due anni ho vissuto esperienze fantastiche, dal Torneo internazionale in Austria, a Gratz, dove con i nostri 2006 ci siamo confrontati con squadre del calibro di Borussia Dortmund, Bayer Monaco, Stella Rossa, all’indimenticabile esperienza in Svezia alla Gothia Cup con i 2005. Una settimana in una location fantastica, dove si respirava aria di calcio puro. Senza dimenticare i confronti tecnici sostenuti con squadre del calibro di Sassuolo, Sampdoria, Inter, Milan, Genoa, Fiorentina, Empoli ecc. ecc. Dove il confronto sia in campo che con gli istruttori di società professionistiche nel post-partita segnano sicuramente un ricordo indelebile.