Accademia Internazionale Calcio

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14

Apr

INTERvista a... Paolo Efrem

Ciao Paolo, raccontaci un po’ di te e delle tue esperienze prima di Accademia.

 

Prima di far parte di Accademia allenavo in belle realtà, ma assolutamente non del livello tecnico di questa società. Ho avuto il modo di avere a che fare con tanti bambini con buone capacità, molti si fanno sentire ancora e mi fa piacere, vuol dire che qualcosa di buono gli ho lasciato.

 

Poi arriva l’Accademia, come ti sei trovato in questi due anni?

 

In questo biennio mi sono trovato da subito molto bene con tutti senza distinzione, dal presidente a coloro i quali ci lavorano e ne fanno parte, facendo funzionare questa stupenda realtà meglio di molte società professionistiche.

 

Importante è la collaborazione con FC Internazionale, come pensi si seguano le linee guida?

 

Accademia Inter per me è il "centro" di formazione migliore, o almeno ho presunzione di crederlo vista la nostra collaborazione (ride, ndr). A parte gli scherzi facciamo riunioni durante l’anno e da parte di Fc Internazionale c’è sempre collaborazione e disponibilità. Seguiamo le linee guida e ho avuto la fortuna di fare un corso molto interessante, che ha sicuramente approfondito le mie conoscenze e le ha migliorate, facendomi conoscere ancora meglio il modo di lavorare dei nerazzurri.

 

In questa stagione segui una squadra di Esordienti, quali sono gli obiettivi di categoria?

 

Penso che questa sia forse la categoria più importante nel settore giovanile, un po’ perché crocevia tra l'attività di base e l'agonistica, un po’ perché in questa categoria si vanno ad affinare gli schemi motori di base. Si inizia già a insegnare la tattica individuale e collettiva; quindi imparare a "collaborare" sviluppando l'intelligenza calcistica del giocatore e migliorando sempre di più i fondamentali e la tecnica di base. Tutto questo senza tralasciare la cosa più importante che è il divertimento.

 

In questo contesto, come strutturi un allenamento?

 

La metodologia segue un principio fondamentale che è quello della varietà della proposta, così da incentivare nei ragazzi sorprendendoli. Di altrettanta importanza è l'intensità, e quindi partire da esercitazioni che inizino dal semplice al complesso, dal conosciuto allo sconosciuto. La priorità è provare a correggere i gesti tecnici di base e osservare come i ragazzi effettuano scelte in modo veloce e rapido, così da stimolare la velocità di pensiero e la sicurezza nell'effettuarle, a calcio si gioca soprattutto con la testa.

 

Sembra fondamentale per te il gruppo, come lo gestisci?

 

La gestione del gruppo deve essere secondo me semplice, la priorità va data a valori fondamentali per lo sport e la vita in generale, quindi educazione, rispetto, condivisione e aiuto reciproco tra compagni. L’istruttore ha il dovere di essere giusto e corretto perché noi siamo il primo esempio, per il resto il calcio è e deve essere gioia e divertimento.

 

Prima ti salutarci, raccontaci un episodio che ricordi con piacere.

 

Un evento bellissimo che sicuramente non dimenticherò è successo nella passata stagione durante una partita con i 2007. La mia ragazza era in dolce attesa di nostro figlio Emanuel, e i miei ragazzi, dopo aver segnato un gol, mi sono corsi in contro simulando il gesto di cullare un bambino. Non me lo aspettavo e sono scoppiato a ridere, è stato molto bello, i bambini sono stati favolosi.