Accademia Internazionale Calcio

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31

Mar

INTERvista a... Salvatore Serges

Ciao Salvatore, innanzitutto qual è stata la tua esperienza prima di Accademia I.C.?
Ho iniziato la mia esperienza di Istruttore nei pulcini del calcio Catania subito dopo essermi laureato in scienze motorie, per poi frequentare a Coverciano il Master in preparazione atletica nel calcio. Successivamente sono diventato preparatore atletico della Prima squadra della società Leonzio che militava nel campionato di Eccellenza. Dopo il mio trasferimento a Milano ho iniziato la collaborazione presso la società Real Crescenzago, dove stagione dopo stagione ho continuato a ricoprire ruoli diversi finendo l’ultimo anno per essere responsabile dell’attività di base, della preparazione atletica agonistica e del recupero infortuni.
 
E poi, l’Accademia Inter, come ti trovi a svolgere l’attività di istruttore?
Fin dal primo giorno di collaborazione ho piacevolmente riscontrato un ambiente decisamente favorevole, in linea con la mia filosofia di pensiero, dove tutte le attenzioni sono rivolte alla crescita del ragazzo inteso come unità calciatore-uomo. L’organizzazione capillare e la struttura all’avanguardia rendono l’attività piacevole e stimolante a far da contorno a tutto ciò vi è un gruppo di ragazzi straordinario che si applica alla perfezione.
 
In questo contesto, quanto è importante la linea guida dettata da F.C. Internazionale?
In qualità di Centro di Formazione Inter, l’Accademia si distingue per focalizzare il lavoro sull'individuo, sulla sua crescita, sulle sue interazioni sociali e non sui risultati calcistici, come accade invece da altre parti. Per far sì che ciò accada idee devono essere convergenti, avere degli obiettivi ben delineati, e soprattutto proposte coerenti. In Accademia tutto ciò è possibile, perché chi gestisce il tutto è in costante interazione con l’F.C. Internazionale.
 
Come istruttore dei Pulcini quali sono gli obiettivi che ti prefiggi per questa categoria?
La categoria Pulcini si pone come periodo transitorio tra l'attività prettamente ludica e quella verosimilmente calcistica. L’obiettivo dell’istruttore è quello di consolidare quanto acquisito nel primo triennio piccoli amici, e strutturare le basi per il biennio futuro, rispettando ovvimanete le fasi fisiologiche di crescita del bambino. Inizialmente infatti il calciatore, ancora in una fase cosiddetta egoistica, ha bisogno di esprimersi in lavori di uno contro uno, atti a stimolare la propria fantasia e le proprie qualità tecniche. Già dal secondo anno l’atleta è pronto ad acquisire lavori di cooperazione con e senza palla, quali appoggio e sostegno, ampiezza e profondità. Al terzo anno il ciclo viene completato da lavori di triangolazione, sovrapposizione, collaborazione sistemica difensiva, ecc. in tutto ciò vanno ad inserirsi in maniera trasversale dal primo al terzo anno lavori coordinativo motori atti a migliorare le capacità coordinative sia generali che speciali.
 
Quali sono le modalità con cui strutturi l’allenamento?
All’interno della mia seduta sono riconoscibili obiettivi tecnici- "tattici"-motori, collegati fra di loro all'interno della seduta e contestualizzati all'interno della programmazione annuale. La seduta si apre con lavori di tecnica di base abbinati solitamente ad esercizi psicocinetici, dove l’attenzione è focalizzata soprattutto sul dominio della palla, ricezione e trasmissione, tiro in porta. Nella parte centrale convergono tutti gli obiettivi e i sub- obiettivi prestabiliti, solitamente svolti attraverso circuiti strutturati in modo progressivo che vanno dall’uno contro uno al due contro due passando dal due contro uno, in cui sono dislocati i vari sub-obiettivi, soprattutto quelli motori. La seduta si chiude con una partitella tema dove si va a riprodurre in modo situazionale e in un contesto “open skills” quanto appreso precedentemente in situazioni meno aperte.
 
Vista la tua grande conoscenza della componente motoria, come viene sviluppato questo aspetto?
La componente motoria negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più determinante, in accademia inter viene effettuata in sedute ad hoc atte a completare il lavoro dei mister, coerenti con la fascia d'età e il gruppo. Gli obiettivi della seduta coinvolgono capacità coordinative sia generali che speciali, sono distribuiti in modo uniforme e programmato. Vengono svolti inoltre dei lavori propriocettivi con l'obiettivo di far acquisire al giocatore maggiore consapevolezza del proprio corpo ed a prevenire gli infortuni. Ad aver maggior attenzione sono tutti lavori di appoggi della zona plantare sul terreno sia monopodalici che bipodalici, coordinazione oculo podalica, differenziazione cinestesica, con ritmi ed intensità elevate. Tutti i lavori vengono tendenzialmente svolti con la palla, sia per una questione di coinvolgimento ludico, sia per riprodurre fedelmente le gestualità calcistiche.
 
La gestione del “gruppo”, fondamentale in ogni fascia d’età, ma molto delicata in questa fase, tu come ti ci approcci?
La gestione del gruppo per me è una condizione essenziale affinché si riescano a raggiungere tutti gli obiettivi precedentemente descritti. Il gruppo, a mio modo di vedere, va gestito grazie a due punti fondamentali: le regole e la competenza. Le regole, che devono essere fin da subito chiare, generano la tranquillità e il rispetto reciproco. La competenza è la dote imprescindibile dell’istruttore, un istruttore competente infatti risulta credibile agli occhi dei loro ragazzi, e ciò permette di farne di lui un vero leader, riuscendo perciò a gestire il gruppo nel migliore dei modi.
 
Prima di salutarci, raccontaci un episodio che ti è rimasto impresso da quando sei in Accademia.
Le principali esperienze che meritano di essere ricordate dall'inizio dell'anno ad oggi sono sicuramente i due confronti tecnici con Chievo e Juventus, occasioni uniche nel loro genere con società di altissimo livello in strutture eccezionali. Ma sono sicuro che da qui a fine stagione l’elenco si farà ancora più lungo.