Accademia Internazionale Calcio

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05

Mag

INTERvista a... Stefano Acquati

Ciao Stefano, raccontaci un po’ della tua esperienza prima di approdare in Accademia Inter.

Prima dell’Accademia Inter ho passato quattro anni in Pro Sesto, lavorando con le categorie Esordienti A e B e Giovanissimi B (da secondo allenatore). Anche in quell’ambiente, come in Accademia, si cerca di lavorare avvicinandosi il più possibile al professionismo, in un contesto importante dove viene richiesto tanto impegno con tuttavia tante soddisfazioni.

Come ti trovi a svolgere il ruolo di istruttore in Accademia?

Sono al mio secondo anno in Accademia Inter, entrambi con gli Esordienti A. Posso dire con entusiasmo che si lavora bene, la qualità dei ragazzi è di buon livello, l’ambiente e gli spazi sono ottimi per far bene e crescere con tranquillità concentrandosi esclusivamente sulla crescita dei ragazzi. In questo senso sono utili anche i vari impegni extra, domenicali o infrasettimanali.

Quest’anno segui gli Esordienti 2004, all’ultimo anno prima del salto nell’Agonistica, quali obiettivi ti poni?

L’Obiettivo per la categoria Esordienti è principalmente quello di rinforzare tutto ciò che si è appresso negli anni precedenti di attività, la tecnica di base, l’uno contro uno, il due contro uno e così via. E’ inoltre necessario approfondire gesti tecnici e movimenti individuali, adattandoli ad un contesto via via più complesso, quindi di reparto o di squadra. Bisogna anche iniziare a spiegare gli esercizi o i singoli gesti con una terminologia più specifica, introdurre inoltre esercizi di posture e coordinazione con e senza pallone. Nella parte conclusiva della stagione è bene introdurre a loro il mondo dell’agonistica, ponendo attenzione alla gestione del gruppo ed al concetto di squadra.

Quindi come strutturi quindi un allenamento dei tuoi ragazzi?        

La mia metodologia prevede inizialmente il riconoscimento delle carenze e dei limiti (di gruppo o individuali), e di conseguenza l’adattamento e la strutturazione di allenamenti utili a colmare queste lacune. Divido l’annata in cicli mensili o bimestrali a seconda dell’obiettivo, strutturando così l’allenamento: breve attivazione mediante partita libera o posture coordinative, lavoro sulla tecnica individuale e lavoro situazionale (in base a quello che si sta approfondendo in quella fase), partita a tema (con vincoli) e infine partita libera.   

Tutto ciò coadiuvato dai tecnici di Fc Internazionale, come segui le linee guida nerazzurre?

Personalmente cerco di avvicinarmi il più possibile alle linee guida di Fc Internazionale, dettate e spiegate nei diversi incontri pre-

stagionali, dirottandole ovviamente in base alla categoria di interesse. Ciò che cambia è il diverso tempo dedicato al singolo obiettivo da raggiungere.

Altro punto focale: la complessa la gestione del gruppo in una fase così delicata della crescita, come la affronti?         

L’ultimo anno di Esordienti è particolarmente delicato per quanto riguarda la gestione del gruppo, alcuni atleti sono ancora “bambini”, non essendo in grado di avere ancora un livello di concentrazione e attenzione alto, altri riescono ad esserlo, con maggiore partecipazione e iperattività. Durante l’anno la crescita sotto l’aspetto caratteriale cambia radicalmente, quindi i confini sono in continuo divenire. Nella prima parte di stagione cerco di controllare le varie dinamiche di gruppo, e di far “gestire” questa crescita liberamente, ponendo degli obiettivi singoli da raggiungere (motivando i ragazzi ad essere chi più partecipe, chi più attento, chi meno permaloso e in alcuni casi meno esigente). Da gennaio in poi introduco delle piccole regole che li preparano all’anno successivo in agonistica, regole che se non rispettate andranno ad inficiare il minutaggio concesso nelle partite. Cerco di essere più intransigente sul comportamento, sulla cura del materiale, richiedendo maggiore precisione ed intensità in allenamento, ponendo inoltre anche particolare attenzione sull’aspetto scolastico.