Accademia Internazionale Calcio

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Gen

UNA CHIACCHIERATA MOLTO SPECIALE CON MARTINO BORGHESE

“Se senti qualcosa che si muove dentro di te, qualcosa che ti dice di continuare a provarci perché senti che quello è il tuo destino, che quella è la tua vita… allora quelle sensazioni ti daranno la forza per arrivare dove vorrai”

Parole forti, cariche di sentimento che non arrivano da una persona brava a parlare ma da un uomo che a furia di sacrifici e grazie alla dedizione è riuscito a coronare il suo sogno di diventare un calciatore professionista… Parole di Martino Borghese, difensore del Como militante in serie B, ex Genoa e Bari oltre che ovviamente grande Ex Accademia Internazionale Calcio!!!

Abbiamo avuto il piacere di incontrare Martino, centrale ventinovenne della formazione Comasca, con ormai una esperienza pluriennale nel campionato di Serie B, nato calcisticamente da noi in Accademia I.C. prima di intraprendere la sua stupenda carriera nel mondo professionistico.

Ciao Martino!! Ci vuoi raccontare il tuo percorso calcistico dall’Accademia Internazionale Calcio al Como?

Ciao a tutti!! Ho avuto una carriera che mi ha portato spesso a viaggiare. Ho giocato in Accademia I.C. fino agli Allievi quando poi mi trasferii al Genoa. Qui feci un anno da Allievi Nazionali e poi 3 anni di primavera nei quali mi allenavo sempre in prima squadra. Terminato il settore giovanile venni girato alla Viterbese in serie C2 a cui segui l’esperienza nel Pescara.

Dopo questa avventura mi trasferii ad Alghero per 2 stagioni e poi al Gubbio, in serie C1, nell’anno della vittoria e della promozione. Dalla stagione seguente mi stabilizzai in Serie B, prima al Bari e poi a Vercelli. In seguito il mio cartellino fu comprato dallo Spezia a cui seguirono 6 mesi nel Lugano. Infine l’anno scorso ho giocato nel Varese e quest’anno nel Como.

C’è un momento che ricordi come il più emozionante nella tua carriera?

Difficile estrarne uno; ho sempre giocato con il cuore e credo che le emozioni siano davvero fondamentali per un calciatore. Impazzivo di felicità quando con l’Accademia I.C. vincevamo anche una singola partita con le dirette concorrenti e le stesse sensazioni le ho oggi quando conquistiamo i 3 punti.

Se devo ricordarne qualcuno però mi vengono in mente 3 momenti; l’esordio in Serie C1 con il Genoa, la vittoria del campionato di serie C1 con il Gubbio e soprattutto l’esordio in Serie B sempre con il Genoa.

Era la stagione che poi sarebbe culminata con la promozione in serie A; Mister Gasperini si girò verso di me e mi disse di togliermi la felpa… era il mio momento.

Giocai 40 minuti di quel match, come centrale destro nella difesa a 3, sistema con il quale non avevo mai fatto una grande esperienza. Lo staff cercò di darmi le ultime dritte pochi istanti prima del mio ingresso ma la carica e le emozioni non mi facevano sentire niente. Nella mia testa c’era soltanto silenzio e ricerca della concentrazione.

Andò molto bene, ricordo che la sera quando rientrai a casa ero ancora visibilmente emozionato.. Ero talmente felice che quasi mi venne da piangere.

 

Nella vita di un calciatore spesso si pensa erroneamente sia tutto rose e fiori mentre ci sono anche sacrifici e rinunce.. Quali sono stati i tuoi?

Un fattore che da molti può essere visto come sacrificio in una carriera come la mia è  il viaggiare molto. Per me invece è stato un piacere, perché mi ha permesso di confrontarmi con molte realtà diverse e portato a conoscere sempre persone nuove.

I veri sacrifici sono proprio negli anni delle giovanili, degli Allievi e della Primavera; non sono privazioni solo dal punto di vista del tempo dedicato e della fatica fisica.. è soprattutto l’aspetto mentale che va curato.

Mi capitava di perdere una partita in Accademia I.C. e di portarmela dietro per giorni; questo perché sono sempre stato competitivo e per me portare quella maglia sui campi delle altre società era tutto.

Prima di una partita contro Aldini, Alcione e tutte le nostre “rivali” io non dormivo, e così andò anche negli anni a Genova. Mi succedeva così perché il calcio era (ed è tutt’ora) la mia vita e il voler dare sempre tutto e essere preso al 100% porta a questo.

Negli anni seguenti invece, una volta entrato nel mondo professionistico, devi riuscire a gestirti. E’ il tuo lavoro e sai di essere una persona fortunata, e attraverso il lavoro quotidiano e l’impegno devi riuscire a mantenere il tuo livello provando sempre ad alzare l’asticella degli obiettivi. 

Come ti sei trovato con noi nei tuoi anni all’Accademia Internazionale Calcio?

La prima parola che mi viene in mente da associare a questa società è FAMIGLIA. Il club di via Cilea è stato davvero molto importante per me. Mi ha fornito le basi calcistiche che mi hanno permesso di arrivare dove sono grazie ad uno staff in tutto paragonabile a quello di una società professionistica (e se lo dice un calciatore di serie B non si può fare altro che credergli).

Oltre a questo però riesce, attraverso tutte le persone che lavorano all’interno e al suo Presidente Marco Messerotti, ad accrescere dentro ogni suo atleta un senso di appartenenza pazzesco e la sensazione di sentirsi a casa tra quei campi. Questo è un lavoro che le parole non possono fare;  solo l’impegno e la passione con cui si muovono gli addetti ai lavori possono offrire ai giovani un’esperienza cosi completa, sia dal lato calcistico che da quello umano.

Credetemi quando vi dico che non sempre puoi fidarti di chi hai al tuo fianco in un mondo come quello del calcio… In Accademia I.C. invece ho conosciuto gli amici veri, quelli che quando li senti ancora oggi ti emozioni, e delle persone che rimarranno per sempre nel mio cuore.

Cosa consigli a tutti i nostri giovani calciatori che vorrebbero seguire le tue orme, diventando calciatori professionistici?

Quello che mi sento di poter consigliare è di divertirsi e crederci, SEMPRE! Se senti qualcosa che si muove dentro di te, qualcosa che ti dice di continuare a provarci perché senti che quello è il tuo destino, che quella è la tua vita… allora quelle sensazioni ti daranno la forza per arrivare dove vorrai.

Ascoltate sempre i consigli ma prendete voi la vostra decisione finale, valutando sempre tutti i fattori. In campo siate competitivi per portare la maglia della vostra società ad eccellere e non abbiate fretta di arrivare chissà dove. Io ho addirittura ritardato il mio arrivo al Genoa di un anno perché volevo vincere a tutti i costi i regionali con l’Accademia Internazionale Calcio.

Hai una carriera piena di soddisfazioni e successi, ma se dovessi dirci un sogno che hai nel cassetto quale sarebbe?

Sono felice di quello che ho fatto fino ad ora ma spazio per i sogni deve esserci sempre; il mio è quello di vincere il campionato di Serie B e giocare con la stessa squadra la stagione seguente la Serie A. Sarebbe davvero un’emozione indescrivibile, sudarsi la promozione e raccogliere i frutti del lavoro giocando la stagione seguente nella massima categoria.

 

Martino si è dimostrato ancora una volta UOMO prima che calciatore, riuscendo a trasmetterci la carica e le emozioni con le quali vive quotidianamente il suo lavoro. La sua è una testimonianza che vorremmo arrivasse a tutti i nostri giovani poiché descrive perfettamente come andrebbe gestita una carriera, tra sacrifici e impegno senza dimenticare le gioie del campo e quelle fuori.

 

A cura di Riccardo D’Acunto