Accademia Internazionale Calcio

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24

Set

A tu per tu con... Claudio Spelta, Responsabile Juniores, Allievi e Giovanissimi 2006

Ciao Claudio! Finalmente si stanno per riaccendere i motori in vista della nuova stagione. Quali emozioni stai provando?

Ammetto che la cosa più importante è ripartire, soprattuto per i ragazzi: finalmente hanno la possibilità di scaricare sul campo tutte le tensioni di questo periodo così infausto. In secondo luogo sono molto curioso di capire se abbiamo lavorato bene e se le nostre idee troveranno conferma coi risultati. Solo il campo però ci darà le risposte.

 

Quest’anno ricoprirai il ruolo di Responsabile in diverse categorie. Quali pensi siano i tuoi punti di forza?

Da quest’anno la società mi ha affidato la Responsabilità anche della categoria Juniores. Questo mi gratifica e mi rende anche consapevole che avrò un impegno maggiore sia in termini di tempo sia di attività calcistica. Penso che il mio punto di forza sia l’essere sempre presente, cercando di assistere come meglio posso tutte le categorie. Ho l’obiettivo di trasmettere la vicinanza da parte di tutta la società, la quale è sempre attenta ad ogni esigenza. Questo permette di lavorare bene e in maniera tranquilla.

 

Molti allenatori dicono che Claudio Spelta è una persona fondamentale perché: “mastica calcio e parla la tua stessa lingua”. Ti ritrovi in questa affermazione?

L’affermazione mi gratifica molto e mi riempie d’orgoglio. Se i miei colleghi pensano questo di me significa che negli anni sono riuscito a costruire una buona immagine. Sono convinto di aver maturato molta esperienza e di aver consolidato dentro di me molti valori che cerco di ritrasmettere alle altre persone. Penso che la conoscenza è vera solo se è al servizio degli altri.

 

Quali sono gli obiettivi stagionali?

La società ha voglia di tornare ad essere protagonista. Certo, non sarà un anno facile per via delle difficoltà dovute ai vari protocolli che il delicato momento nel quale ci troviamo c’impone. Posso dire che le due squadre Élite sono molto attrezzate e hanno tutto per fare degli ottimi campionati. Per le altre vedremo passo dopo passo.

 

Andiamo nello specifico nell’analisi delle diverse categorie. Partiamo dalla grande novità di casa Accademia: la Juniores! Che tipo di squadra è stata affidata a mister Capuano?

Si, la Juniores è la nostra grande novità. L’unico “difetto”, se così si può dire, è che in questa stagione affronteremo un campionato provinciale nonostante siamo attrezzati per ben altri palcoscenici. Possiamo contare su ottime strutture, molti campi e un’organizzazione incredibile  garantita da uno staff di primo livello (Mister Capuano e il suo vice Alberto Manenti ndr). Abbiamo fatto tutto il possibile per regalare il massimo ai nostri ragazzi. Sono convinto che la squadra sia competitiva, dobbiamo solo completare numericamente l’organico perché per il momento siamo un po’ tirati. Non abbiamo premura, perché vogliamo prendere dei buoni giocatori e dei bravi ragazzi che sposino la nostra filosofia societaria di serietà, comunicabilità e applicazione.

 

L’anno scorso i classe 2004 di Gazzola hanno fatto uno splendido campionato. Ci sono tutti i presupposti per ripetersi anche in Élite?

È vero, l’anno scorso questa squadra ha fatto davvero molto bene. Quest’anno però sarà tutto un altro campionato. I ragazzi non devono fare l’errore di sedersi sugli allori perché quello che è stato è stato. Ora si ripartirà sì da una base solida ma bisognerà lavorare per migliorarsi ancora di più. Se i ragazzi capiranno questo concetto avremo tre vantaggi: una squadra ancora più competitiva, i ragazzi potranno sfruttare una vetrina molto importante e infine potremo toglierci delle soddisfazioni inimmaginabili.

 

Il duo Bergomi-Chieppa ha preso per mano i classe 2005 e li condurrà nel campionato Regionale Under 16. Quali sono le tue sensazioni in vista di quest’anno?

Sono contento di aver costruito assieme a Giuseppe Bergomi e Giuseppe Chieppa una squadra con un atteggiamento davvero molto positivo. Rispetto all’anno scorso abbiamo perso degli elementi di valore e sono dispiaciuto per questo. Dispiace soprattutto che questi ragazzi non abbiano capito i valori e la filosofia dell’Accademia. Tornando alla squadra di quest’anno abbiamo tenuto un’ossatura che sarà la nostra base. Rispetto all’anno scorso abbiamo il desiderio di rilanciare e rivalorizzare dei giocatori che magari non avevano trovato molto spazio. Sono dei ragazzi sia dal punto di vista morale sia tecnico molto validi. I nuovi hanno già mostrato un’ottima volontà unita ad una tecnica interessante. Quindi, tirando le fila, con il lavoro del nostro staff sono convinto che faremo una bella stagione. Confesso che queste componenti hanno creato un ventaglio di entusiasmo che ci fa ben sperare.

 

Una grande novità in casa Accademia, mister Tonani, sarà alla guida dei ragazzi 2006 nel campionato Élite. Dove può arrivare questa squadra?

È una corazzata. Abbiamo costruito un’ottima squadra, allenata da mister Tonani e organizzata bene con dei collaboratori di primo livello come Marco Taini. Proprio Taini è stata un’ottima sorpresa, un ragazzo molto preparato e serio. Le componenti per fare bene ci sono tutte, la squadra è in crescita con individualità importanti e se imparerà a giocare a calcio insieme potrà togliersi davvero delle grandi soddisfazioni.

 

Un consiglio ai mister?

È una cosa alla quale tengo molto: oltre a pensare al risultato ci si deve concentrare soprattutto sulla crescita tecnico-tattica e morale degli atleti. Non dimentichiamoci che proprio i ragazzi sono il fiore all’occhiello dell’Accademia.

 

E uno ai nostri atleti?

Ho due frasi alle quali sono molto legato:

“Costruisci il tuo futuro poggiandolo sulle sofferenze del presente”.

“Prova a realizzare quanto ti chiede il tuo allenatore e confrontati con lui sempre con l’obiettivo di migliorare il risultato del singolo che deve esaltarsi nel gruppo”.

Sono due regole fondamentali. La prima perché sofferenza, applicazione e determinazione sono importanti. Nella seconda è fondamentale capire che confrontarsi e ascoltare gli allenatori è la base. Se non impari è perché non vuoi imparare tu non perché loro non sono in grado di insegnare. Qui chiudo il cerchio: chi ha lasciato l’Accademia non ha capito proprio questo punto, quanto in questa società sia importante l’aspetto didattico dell’insegnamento sul campo. Non lo dico perché sono in Accademia ma perché, forse, è proprio questa la peculiarità che ci permette di essere sempre un metro avanti ad altre società.