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12

Apr

A tu per tu con i difensori della Juniores

Terzo Appuntamento della nuova rubrica targata Accademia volta a conoscere meglio i vari volti dei ragazzi dell'Agonistica. Nella prima puntata di questa settimana facciamo la conoscenza dei difensori della categoria Juniores allenata da Mister Capuano: Andrea Braga, Sekou Traore, Domenico Fuda e Alessandro JarachDi seguito ecco le loro risposte alle varie domande postegli...risposte da veri guardiani della propria porta!

  Raccontaci la tua squadra

Andrea: Siamo un gruppo nuovo assemblato quest’anno ma a causa del “Covid” non siamo mai riusciti ad avere continuità negli allenamenti e purtroppo ci siamo dovuti fermare a inizio anno dopo un buon avvio di stagione. Sono convinto però che siamo un gruppo molto valido che può contare su due ottimi allenatori. Spero davvero si possa tornare alla normalità nel più breve tempo possibile per continuare questo progetto.

Sekou: Mi trovo in una bella squadra con ragazzi bravi calcisticamente. Siamo un gruppo che lavora bene in vista di ogni partita e che cerca sempre di migliorarsi. Ogni giocatore all'interno del gruppo è sempre pronto a dare una mano all’altro come dimostra il fatto che all’interno dello spogliatoio siamo uniti e ci divertiamo tutti insieme.

Domenico: Sono molto felice di far parte di questo gruppo. Sin dal primo giorno mi sono trovato molto bene e, nonostante fossero tutti nuovi compagni, si è creato velocemente un bel rapporto, andiamo tutti d’accordo e sono tutte delle bravissime persone e grandissimi calciatori.

Alessandro: Purtroppo data la situazione di quest’anno non ci siamo potuti allenare molto insieme. Confesso però che dal primo giorno in cui ho avuto l’opportunità di conoscere tutti sono rimasto sorpreso dal livello di maturità e professionalità. Spero che tra non molto ci sia la possibilità di riunirci e tirare due calci al pallone!

Perché hai deciso di diventare un difensore?

Andrea: Sinceramente non mi ricordo per quale motivo ho deciso di fare il difensore. Da piccolo giocavo sia centrale che esterno perché ero più alto della media e correvo tanto, poi il mio allenatore vedendo che me la cavavo dietro mi ha dato quel ruolo e da quel momento in poi non ho più cambiato.

Sekou: Ho deciso di fare il difensore perché mi piace contrastare i miei avversari e difendere la mia squadra dall'offensiva avversaria. La passione per questo ruolo è presente in me fin da bambino quando ero già molto aggressivo in campo.

Domenico: Sono dell’idea che sia stato il mio carattere a portarmi a fare il difensore. Amo questo ruolo, mi soddisfa maggiormente riuscire a fermare un attaccante, negare una rete o stoppare una potenziale azione insidiosa piuttosto che segnare un gol. È un’emozione che non si può spiegare e, come sottolineavo prima, sono convinto che il carattere, che hai dentro di te, faccia il 60% del difensore.

Alessandro: Ho deciso di diventare difensore dopo aver provato un paio di ruoli tra centrocampo e attacco. Ma la prima volta che mi sono ritrovato a giocare in difesa sono rimasto affascinato e grazie ai miei allenatori ho capito che quello sarebbe stato il mio ruolo.

Quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere un buon difensore? E quali sono i tuoi punti di forza?

Andrea: Le caratteristiche che dovrebbe avere un buon difensore, a mio parere, sono: fisicità, agilità, colpo di testa, tempismo (importante nell'anticipo), posizionamento e marcatura, discreta capacità di impostazione e personalità. I miei punti di forza sono, tra le qualità citate sopra, posizionamento e marcatura (a mio parare la mia miglior qualità) , personalità, buona fisicità, tempismo, colpo di testa e una discreta capacità nell'impostazione.

Sekou: Secondo me un buon difensore dovrebbe saper leggere "palla coperta e scoperta", essere abile in marcatura e copertura, deve possedere una gran forza esplosiva, essere veloce, abile nel gioco aereo e, infine, deve essere bravo a guidare i propri compagni. Penso che i miei punti di forza siano la mia cattiveria agonistica in campo, l’andare sempre a contrasto con gli avversari e il guidare e incoraggiare i miei compagni.

Domenico: Un buon difensore deve avere un carattere forte e cattivo agonisticamente parlando. Anche il fisico è molto importante insieme al cambio di passo, la visione, l’elevazione, l’attenzione e la grinta. I miei punti di forza sono sicuramente il fisico, penso di essere molto abile nel duello aereo, ho tantissima grinta e credo di avere anche un bel tiro, forte e preciso.

Alessandro: Un buon difensore secondo me dovrebbe avere una buona fisicità, essere veloce, con una buona elevazione e, soprattutto, possedere una mente forte. Credo che i miei punti di forza siano la velocità, un buon sinistro e il non avere paura del contatto fisico.

Chi è il tuo idolo?

Andrea: Non ho un vero e proprio idolo ma prendo ispirazione dai grandi difensori sia del passato sia di oggi. Uno su tutti? Marco Materazzi!

Sekou: Il mio idolo è il difensore del Napoli Kalidou Koulibaly.

Domenico: Il mio idolo in assoluto è Javier Zanetti. Ho sempre amato il suo carisma, il senso di appartenenza, la sua cattiveria agonista, l’immensa professionalità e la dedizione al sacrificio. Mi ispiro molto anche a Sergio Ramos, il miglior centrale di difesa in circolazione secondo me. Si vede proprio che ha il “ruolo del difensore” nel sangue.

Alessandro: Il mio idolo fin da quando sono bambino è Ronaldo il Fenomeno, uno dei giocatori migliori di tutti i tempi. Mi dispiace averlo visto giocare per pochissimo tempo ma ho tuttora i brividi a vedere i video delle sue giocate su internet.

Qual è il tuo sogno nel cassetto per il futuro?

Andrea: Il mio sogno nel cassetto è quello di giocare per la squadra per la quale tifo: l’Inter! Ma, se non dovessi riuscirci come calciatore, mi piacerebbe comunque lavorare per i nerazzurri anche in un settore come quello economico finanziario.

Sekou: Il mio grande sogno è vincere un mondiale con gli azzurri e diventare uno dei migliori difensori del mondo!

Domenico: Io amo il calcio e ho dedicato tantissimi anni della mia vita a questo sport. Di conseguenza, il mio sogno nel cassetto è quello di poter andare più avanti possibile e riuscire a fare di questo sport anche una “professione”. Mi sono posto degli obiettivi e farò di tutto per raggiungerli.

Alessandro: Il mio sogno nel cassetto è far parte di un progetto di una squadra professionistica importante.

 

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