Accademia Internazionale Calcio

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29

Mar

A tu per tu con i portieri dei Giovanissimi 2006

Quarto Appuntamento della nuova rubrica targata Accademia volta a conoscere meglio i vari volti dei ragazzi dell'Agonistica. Nella quarta puntata di questa settimana facciamo la conoscenza dei tre estremi difensori della categoria Giovanissimi 2006 allenata da Mister Tonani: Angelo Agostino, Christian Cretone e Rafael Rubin. Di seguito ecco le loro risposte alle varie domande postegli...risposte da veri numeri uno!

Raccontaci la tua squadra

Angelo: La mia squadra è sicuramente una delle più unite in cui io abbia mai giocato. Il livello è alto e per chiunque ci affronti siamo degli avversari molto forti. Tutti i componenti dello staff sono davvero bravi e motivanti.

Christian: Il nostro gruppo è molto spiritoso, c’è sempre un buon clima fra di noi, scherziamo spesso e ridiamo tutti assieme sia prima sia dopo l’allenamento come un vero gruppo di amici. Quando siamo in allenamento però ognuno di mette il massimo di se stesso per cercare di giocare la domenica successiva. Penso che uno dei nostri punti di forza sia proprio questa sana rivalità che ci fa rendere sempre al massimo.

Rafael: Confesso che stare in campo con la squadra è uno dei miei momenti preferiti. Credo che il gruppo che abbiamo formato grazie a questo sport sia unico. Sappiamo essere “casinisti” e simpatici nei momenti di svago ma al tempo stesso ci siamo sempre comportati seriamente quando c'era da lavorare. Se devo scegliere tra i tanti punti di forza che possediamo sicuramente il forte legame fra di noi è davvero speciale. Invece, un punto di debolezza è che a volte tendiamo a sottovalutare la situazione nella quale ci troviamo.

Perché hai deciso di diventare un portiere?

Angelo: Non mi ricordo con esattezza quanti anni avessi… ricordo che ai tempi giocavo al “Superga” (una delle squadre di Vigevano, città in cui abito tuttora) e ancora non avevo un ruolo ben definito. Il mister mi ha fatto giocare in porta durante una partita e proprio quel giorno ho fatto una parata davvero bellissima che mi ha fatto innamorare di questo ruolo. Infatti, quel giorno mi sono sentito molto forte e capace e da quel momento ho deciso di diventare un portiere.

Christian: Sono diventato portiere all’età di nove anni quando militavo tra le fila della Soccer Boys. Ricordo ancora che durante una partita amichevole il portiere titolare non c’era e alcuni miei compagni si sono offerti di andare in porta. Quando, a fine primo tempo, è scattato il mio turno e mi sono messo fra i pali ogni preoccupazione è sparita. Anche se era la prima volta che indossavo i guanti non avevo paura del pallone. Questo mi ha sempre fatto pensare che… portiere si nasce e non si diventa!

Rafael: All'inizio della mia carriera ero un attaccante e mi divertivo tanto nel prendere la palla tra i piedi e diventare un marcatore del match. Un giorno però il nostro portiere non si presentò alla partita e decisi di andare io. Mi resi conto che indossare dei guanti, strisciare sul terreno e tornare a casa con molteplici lividi sui gomiti era quello che volevo fare. Mi faceva felice, mi divertivo e capii che proibire a un attaccante di fare goal era un desiderio nascosto dentro di me.

Quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere un buon portiere? E quali sono i tuoi punti di forza?

Angelo: Come prima cosa secondo me un buon portiere deve essere alto, veloce e possedere dei buoni riflessi. In più, sicuramente, deve anche avere una buon tecnica di base e, dato il calcio moderno, deve anche essere bravo coi piedi.

Christian: Penso che la caratteristica fondamentale che un buon portiere dovrebbe possedere sia quella di non abbattersi mai alle prime difficoltà e continuare sempre sulla propria strada. Uno dei miei obiettivi principali è quello di diventare un buon leader, cercando di guidare e dirigere la mia squadra con la mia personalità.

Rafael: Secondo me un buon portiere dovrebbe trovare un giusto equilibrio tra la bravura nel suo ruolo e il differenziarsi in campo e in allenamento, ovvero far capire agli altri membri della squadra che non è solo un componente del gruppo ma un goalkeeper. Un mio punto di forza è la costante convinzione di poter arrivare a fine allenamento sapendo di aver dato il 100% delle mie potenzialità. Questo aspetto mi ha favorito in momenti di totale fatica, dove quando tutti mollavano il colpo io ero l'unico che voleva continuare senza fine.

Chi è il tuo idolo?

Angelo: Il portiere del Liverpool e della nazionale brasiliana: Allison.

Christian: Il mio idolo è sempre stato Gigi Buffon.

Rafael: Il mio idolo fin da quando ho indossato i guanti è sempre stato Iker Casillas. Ogni volta che lo vedevo scendere in campo con il Real Madrid lo guardavo con occhi a cuore sperando di diventare come lui. Per me è un vero punto di riferimento e mi è stato anche di aiuto nei momenti bui della mia carriera da portiere.

Qual è il tuo sogno nel cassetto per il futuro?

Angelo: Diventare uno dei migliori portieri di Serie A.

Christian: Il mio sogno nel cassetto é diventare un portiere molto forte per affrontare in futuro i campioni del calcio.

Rafael: Il mio sogno nel cassetto è sicuramente quello di arrivare in Serie A come calciatore professionista. Come i miei familiari ci hanno provato anche io voglio seguire le loro orme tentando di arrivare al livello più alto possibile, andando oltre i miei limiti e migliorando sempre più le mie capacità.

 

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