Accademia Internazionale Calcio

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24

Mar

A tu per tu con i portieri della Juniores

Secondo Appuntamento della nuova rubrica targata Accademia volta a conoscere meglio i vari volti dei ragazzi dell'Agonistica. Nella prima puntata di questa settimana facciamo la conoscenza dei due estremi difensori della categoria Juniores allenata da Mister Capuano: Michael Allegra e Tommaso Dri. Di seguito ecco le loro risposte alle varie domande postegli...risposte da veri numeri uno!

 Raccontaci la tua squadra

Michael: Mi trovo molto bene nella mia squadra, siamo davvero un bel team e sono molto contento di farne parte. Abbiamo tanti punti di forza sia umanamente, sempre pronti a darci sostegno l’un con l’altro, sia tecnicamente.

Tommaso: Ho deciso di venire a giocare all’Accademia Internazionale perché è un posto con persone molto professionali e competenti, dove però si possono creare dei legami interpersonali molto piacevoli. È una società dove si lavora molto seriamente ma allo stesso tempo riesce a farti sentire molto a tuo agio. Confesso che fin da subito mi sono trovato molto bene con tutti, dai miei compagni allo staff.

Perché hai deciso di diventare un portiere?

Michael: Ho voluto seguire le orme di mio padre visto che anche lui era un portiere. Penso che sia un ruolo importante sotto tutti i punti di vista. In più, adoro volare da un palo all’altro.

Tommaso: Ho iniziato a fare il portiere da piccolo quando avevo sette anni in maniera quasi casuale. Ai tempi giocavo all’oratorio e non c’era un portiere fisso. Così, sono finito in porta e lì sono rimasto perché ero bravo e nessun altro voleva starci. Sono grato a chi ai tempi mi ha quasi forzato a scoprire e praticare quello che poi è diventato il mio ruolo preferito.

Quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere un buon portiere? E quali sono i tuoi punti di forza?

Michael: Penso che una caratteristica fondamentale sia l’altezza: un portiere alto è facilitato soprattuto nelle uscite. Credo che anche l’aspetto mentale sia molto importante: un buon portiere non deve aver paura in nessuna situazione di gioco. Penso che proprio questo sia uno dei miei punti di forza: mi tuffo sia a destra sia a sinistra senza paura. Comunque, sono consapevole che devo migliorare ancora su parecchie cose.

Tommaso: Credo che un portiere moderno, oltre ad avere delle buone abilità fra i pali, debba essere bravo a giocare con i piedi soprattuto per creare superiorità numerica nel possesso. In generale deve essere una buona guida per la propria difesa, capire cosa sia necessario in quel momento, se bisogna incitare o dare indicazioni ai propri compagni. Insomma, come si dice: “in area comanda lui!”.

Chi è il tuo idolo?

Michael: Il mio idolo è Gianluigi Buffon, il più forte in assoluto. Per me lui è un supereroe che vola da un palo all’altro. Anche se ora ha la sua età e gioca meno partite sono sempre il suo fan numero uno. Mi ha segnato l’infanzia e ho preso sempre ispirazione da lui.

Tommaso: Senza dubbio Julio Cesar, è un riferimento fin da quando sono piccolo. Mi ricordo ancora quando  guardavo le partite con mio padre, in particolare nell’anno del Triplete, con la sua parata straordinaria sul tiro di Lionel Messi. Una prodezza che non scorderò mai.

Qual è il tuo sogno nel cassetto per il futuro?

Michael: Il mio sogno è quello di diventare una persona importante nel mondo calcistico, sogno credo condiviso con la maggior parte dei miei coetanei che praticano questo sport. È un sogno che porto avanti e che spero si realizzi con impegno, umiltà e lavoro.

Tommaso: Il mio sogno è quello di intraprendere un buon percorso di studi che si addica a me e a quello che mi piace. Spero di influenzare positivamente le persone che stanno intorno a me grazie al mio percorso.

 

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