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12

Apr

La voce dei protagonisti: Leonardo Boscarino

Questo weekend abbiamo avuto l'occasione di intervistare uno dei protagonisti dell'ultima giornata: Leonardo Boscarino, attaccante U19.
A seguito le sue parole riguardanti il campionato e la sfida contro il Baggio:

Bellissima partita, vi aspettavate un match di questo tipo?
Bella partita si, condizioni meteo difficili, vento molto forte, campo un pochino irregolare e con un po' di buche. I match belli arrivano sempre quando si scende in campo sicuri di se stessi e consapevoli di quello che si sa fare. Ci aspettavamo di fare bene, sopratutto dopo qualche partita deludente dal punto di vista emotivo.

Durante gli allenamenti quale esercizio ti piace fare di più?
Durante gli allenamenti, uno degli esercizi che più apprezzo è la partita a meta, poiché riesci a fare fiato, allenare la visione calcistica e l’intelligenza di gioco. Se fatta bene rimane uno degli esercizi più utili e costruttivi per una squadra.

Il rendimento della squadra, dopo un momento non molto positivo, è migliorato un sacco, ed il gioco mostrato nelle partite lo dimostrano, quanto vi state impegnando per ottenere questi risultati? Sono in linea con quello che vi aspettavate?
L’impegno c’è sempre stato, le partite che hanno portato ad una delusione non sono state preparate male dal punto di vista dell’impegno, probabilmente e quasi sicuramente mancava qualcosa dal punto di vista mentale, di fame e voglia di vincere. Ci siamo impegnati tutto l’anno, come nessuno in un campionato come il nostro fa e sono convinto che con un poco di fame e fortuna in più non ci sarebbe stato campionato con nessuna altra squadra. Abbiamo lasciato tanti punti, forse troppi, per questo mi sento di dire che meritavamo di più, ma non basta solo l’impegno.

Doppietta contro un avversario per niente facile, quanto è importante per un attaccante trovare la via del gol?
Il goal è fondamentale per un attaccante. Qualsiasi giocatore necessita di trovare la fiducia e la tranquillità in testa per fare bene, certamente un giocatore d’attacco ancora di più. La doppietta è stata quasi liberatoria dopo quasi un mese e mezzo di stop causa infortunio. Ci voleva proprio.


Quando giochi, a chi ti ispiri? Ti definiresti un centravanti più alla Lewandosky o alla Benzema?
Se dovessi rivedermi all’interno di un giocatore troverei delle difficoltà. Mi è sempre piaciuto dare il meglio di me rimanendo con i piedi per terra e anche solo paragonarmi a dei giganti come Benzema o Lewandosky mi metterebbe un po in difficoltà. Per rispondere alla domanda però, mi avvicino di più a Benzema sia per piacere di gioco che per similitudini tecniche (attenzione non lo sfioro neanche).