Accademia Internazionale Calcio

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16

Nov

Una chiacchierata con... Esteban Cuchu Cambiasso!

Serata leggendaria quella di lunedì 16 Novembre per tutti gli istruttori dell’Accademia Internazionale. Il grande protagonista di una chiacchierata molto educativa è stato Esteban Cuchu Cambiasso. Il personaggio non ha sicuramene bisogno di presentazioni: volto storico dell’Inter, eroe del mitico “Triplete”, campione sia dentro sia fuori dal campo.

La serata, la quale aveva come tematica principale: “L’importanza di un istruttore nella crescita calcistica, e non, di un ragazzo”, ha offerto tantissimi spunti interessanti. Il Cuchu, con un’abilità da conduttore invidiabile, ha risposto con precisione ed entusiasmo alle domande dei nostri istruttori.  

Si è partiti da lontano, dall’Argentina e dai primi passi del Cuchu nel mondo del calcio. Un incontro quasi "forzato", voluto fortemente da quello che poi sarebbe diventato il suo primo allenatore. Una persona incredibile che per stessa ammissione di Cambiasso: «Ha dato la vita per quello che faceva. Per me e per la mia famiglia sarà sempre una persona speciale. È stato lui ad iniziare a trasmettermi tutto l’amore per questo sport». Si, perché la carriera di Cambiasso sarebbe potuta essere totalmente diversa. Il primo sport praticato dal campione, infatti, fu la pallacanestro. Un’esperienza che poi si è rivelata molto utile nel suo percorso di crescita: «La pallacanestro mi ha aiutato molto soprattutto se penso al mio ruolo da calciatore: il centrocampista centrale. Un buon centrocampista deve sempre stare attento a quello che gli succede attorno, deve muovere moltissimo il collo per guardare ogni movimento e situazione. Ecco, penso che quest’abilità derivi proprio dalla pallacanestro. Il gioco è molto più veloce e in questa maniera ho avuto la possibilità di abituarmi nei movimenti». Il calcio ha accompagnato tutta la vita del Cuchu, dall’Argentina e dal suo debutto nelle giovanili dell’Argentina Juniors, squadra dove tirarono i primi calci campioni del calibro di: «Diego Armando Maradona, Juan Romàn Riquelme e Fernando Redondo» fino al suo approdo in Europa, al Real Madrid: «Io ho inseguito un sogno. Sono partito da casa a 15 anni e sono arrivato a Madrid nel 1996. Come allenatore c’era Fabio Capello. Avevo la possibilità di allenarmi con dei grandi campioni compreso il mio idolo Fernando Redondo. Sono passato da farmi firmare un poster da lui a trovarmelo fianco a fianco sul campo». Una carriera gloriosa e incredibile, coronata da moltissimi successi. Nel 2017 l’addio al calcio giocato. L’anno successivo la prima esperienza come collaboratore dell’allenatore della Colombia, Josè Pekerman, in occasione dei mondiali in Russia: «Un maestro. Mi ha insegnato a mettere insieme tutti i pezzi. Nonostante non abbia mai rinunciato al suo aspetto da docente, preferiva lasciar esaltare le caratteristiche dei propri giocatori rispetto a giocare solo con principi propri». Un altro aspetto molto importante sottolineato dal Cuchu è quello: «Comportamentale. Lui ti metteva il timbro: se non rispettavi certi standard non potevi stare con lui». 

Incuriosito dalla tante curiosità dei nostri istruttori, Cambiasso ha sottolineato infine un aspetto importantissimo per quanto riguarda la Pre-Agonistica: «Secondo me è fondamentale trovare serenità nel posto dove si lavora. I bambini si devono principalmente divertire. Credo fortemente che le giovanili debbano allenarsi nello stesso centro sportivo della prima squadra. È molto importante per i bambini che possono sognare un giorno di arrivare ad allenarsi con i più grandi. Allo stesso tempo è stimolante anche per i calciatori stessi: fare un passaggio ad un bambino a noi non costa nulla ma a lui questo semplice gesto gli rimane impresso per tutta la vita».

Tante altre curiosità sono emerse in una serata davvero unica, continuo degli eventi organizzati da Accademia Internazionale in questo periodo. Un ringraziamento speciale a Esteban Cambiasso per il suo tempo, per i suoi racconti e per i suoi preziosi consigli.

Li conserveremo con cura.

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